Non tutti conoscono Clive Barker, si tratta di uno scrittore di successo ma ancora non entrato a far parte della classica cultura “mainstream”, altrimenti definita “di massa”. Altri scrittori, come Tom Clancy ad esempio (giusto per citarne uno direttamente impegnato nel settore dei videogiochi), hanno ben altra cassa di risonanza; ciò nonostante gli appassionati del genere horror conoscono bene Clive Barker per i suoi scritti e le sue collaborazioni cinematografiche (le serie Hellraiser e Nightbreed soprattutto). Inoltre, il pubblico dei videogiocatori ha già avuto modo di assaporare il genio dello scrittore inglese nella sua prima collaborazione videoludica: The Undying, un titolo molto ben realizzato uscito nel lontano 2002 e apprezzato dalla critica soprattutto per il buon gameplay e l’ottima atmosfera da film horror.
Ed ecco che, tornando ai giorni nostri, Clive Barker è pronto a rimettersi in gioco prestando la sua opera in maniera totale (è stato coinvolto in tutti gli aspetti della produzione) al team di sviluppo spagnolo MercurySteam nella produzione di questo Jericho.
La storia di Jericho ruota intorno a un’entità malvagia non meglio identificata risiedente nei pressi di un’antica città dal nome di Al-Khali; la particolarità fondamentale di questa città è il sito di costruzione situato sopra a decine di altre città costruite e distrutte da conquistatori e razziatori del passato.
Il resto della trama è ovviamente top secret, ciò che invece dovete sapere è che per risolvere questa situazione (che si ripropone ogni mille anni) viene chiamata sempre la stessa squadra di combattenti mistico-paranormali: il team Jericho, sette guerrieri straordinari dotati, ognuno, di abilità e poteri speciali peculiari.
Starà a loro indagare la misteriosa situazione e sconfiggere, come hanno sempre fatto, il male annidato nella città di Al-Khali...
E fin qui la storia potrebbe sembrare non troppo diversa dalle solite trame dimenticabili degli FPS moderni; ma visto il buon curriculum del signor Barker, possiamo rimanere in attesa del gioco finale con un buon grado di fiducia.
Il gameplay prevede la classica struttura a livelli di un FPS standard moderno con cambi di stile grafico abbastanza rilevanti: si passerà infatti dall’impero romano alla seconda guerra mondiale fino all’antica Babilonia passando anche per le crociate. Una sorta di caccia al maligno senza quartiere nello spazio e nel tempo! E, badate bene, nemici, situazioni e trama saranno direttamente collegati alla locazione che vi troverete ad affrontare; quindi aspettatevi nemici realmente esistiti e locazioni tratte direttamente dai libri di storia.
Rimanendo sul discorso dei nemici li abbiamo trovati ben variegati e caratterizzati da una forte componente horror/paranormale; i loro poteri speciali richiameranno l’utilizzo di quelli dei vostri uomini e il tutto viene condito da diverse sessioni in cui dovrete interagire direttamente in sequenze in computer grafica tramite la pressione dei pulsanti corretti. Una tendenza di game design abbastanza comune oggigiorno di cui, però, non sono convinto pienamente, almeno personalmente.

di Davide Pessach